Le
origini
L'Iridologia ha radici molto antiche: nella civiltà egizia l'occhio è per l'uomo
ciò che il sole è nel sistema solare. Gli antichi testi della Medicina
dell'Antico Egitto (1500 a.c.) e quelli della Medicina Tradizionale Cinese
contengono le prime osservazioni riguardanti la relazione tra la salute
psico-fisica dell'uomo e l'analisi dell'occhio, in particolare dell'iride.
Lo stesso Ippocrate di Cos (460-377 a.C.) afferma: "Considerate l'Occhio,
con quale arte sia costruito e con quanta mirabile finezza il corpo abbia
impresso la propria anatomia nella sua immagine". Si tramanda così il principio
secondo il quale dall'osservazione dell'iride e dell'occhio si possono trarre
preziose informazioni sullo stato di salute della persona.
L'Iridologia
moderna
La nascita dell'Iridologia moderna si colloca sulla scia degli studi
rinascimentali di fisiognomica di Giovan Battista Dalla Porta (Della
fisionomia dell'uomo, 1586) e viene fatta coincidere con la pubblicazione, ad
opera del dr Ignatz von Peczely (1826-1911), della prima topografia iridea sulla
rivista Homeopätische Monatsblätter del 1886.
Dopo molti anni di studi e di ricerche
sui malati, nell'ospedale ove lavorava nel 1880, scrisse un saggio intitolato:
"Introduzione allo studio della diagnostica attraverso gli occhi", riportando
una mappa che contraddistingueva circa 35 punti corrispondenti ad altrettanti
organi del corpo.
Un altro importante precursore dell'Iridologia è il pastore protestante svedese
Nils Liljequist (1851-1936), con le sue osservazioni sulle variazioni
cromatiche dell'iride a seguito dell'assunzione di sostanze chimiche, nell'opera
On Oegendiagnosen (1893). Nello stesso periodo è importante ricordare il grande
lavoro di promozione svolto dal sacerdote Emanuel Felke.
Ecco che così ebbe inizio, in un rapido susseguirsi di studi e scoperte, la
diffusione dell'Iridologia in Europa e America.
La scuola tedesca si situa molto vicino alle posizioni della Medicina
accademica, essendo ad indirizzo prevalentemente organicistico. E' ad essa che
fanno riferimento la maggior parte delle scuole italiane. I principali iridologi
tedeschi sono: H. Hense (1868-1955) allievo di E. Felke; il naturopata
J.Deck e F. Vida; J. Angerer che unisce l'Iridologia alle più
moderne conoscenze di biochimica.
La scuola francese si distingue per l'indirizzo di tipo omeopatico,
energetico e naturopatico, tra i maggiori esponenti citiamo A. Roux,
G. Jausas e B. De Bardo. Della scuola americana, ad indirizzo
prevalentemente nutrizionistico e naturopatico, ricordiamo B. Jensen; fra
gli spagnoli Berdonces.
Le differenze tra le varie scuole sono di metodo e di principio.
La Scuola Italiana
In Italia si iniziò a parlare di Iridologia molto tardi, solo quando nel 1975
Luigi Costacurta (1921-1991) pubblicò il primo vero trattato sull'Iridologia
"La grande mappa topografica delle iridi".
Tra i principali studiosi italiani citiamo: Siegfried Rizzi, il quale ha
elaborato una sua mappa iridea sulla base di quella fondamentale di Josef
Angerer fondatore dell'omonima scuola a Monaco di Baviera in Germania, Padre
Emilio Ratti, Vincenzo Di Spazio, Daniele Lo Rito per i suoi
studi relativi all'orlo pupillare interno, Lucio Birello e il dott.
Rudy Lanza fondatore e direttore dell'Istituto Rudy Lanza e della Scuola di
Iridologia Olistica.
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